La vera confessione
La confessione è una parte integrante e inscindibile di una vera vita cristiana.
Nella Bibbia indiscutibilmente troviamo due chiari insegnamenti su tale soggetto. Una che va verticalmente verso Dio solo, e una orizzontalmente verso gli altri credenti. Quest’ultimo, Dio lo vuole al fine che nella Sua famiglia eterna si viva bene, in pace, in armonia e senza crucci.
Ispirato da Dio, l’apostolo Giacomo ci dice: “Confessate dunque i vostri peccati gli uni agli altri, pregate gli uni per gli altri affinché siate guariti...” (Giacomo 5:16), addirittura questa pratica cristiana è legata all’essere guariti.
I due aspetti, “gli uni e gli altri”, escludono qualsiasi confessore prestabilito, o recite di preghiere, inflitte come una condanna.
Perdonandosi a vicenda si vive il vero spirito cristiano dell’amore che è “paziente, benevolo, non cerca il proprio interesse, non addebita il male, ma gioisce con la verità; soffre ogni cosa, sopporta ogni cosa...” (1Corinzi 13:4-7).
L’aspetto verticale della confessione, per il perdono di tutti i peccati, per potere avere un giorno libero accesso nel luogo santo di Dio, il Paradiso, è un’esclusiva unica che può essere rivolta solo verso Dio, poiché solo Lui può togliere i peccati.
Ecco come insegna l’apostolo Paolo: “... perché, se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore e avrai creduto con il cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato; infatti con il cuore si crede e con la bocca si fa confessione per essere salvati… Chiunque crede in lui, non sarà deluso… Infatti chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato” (Romani 10:9-13).
E l’apostolo Giovanni replica: “Se confessiamo i nostri peccati (a Dio e non ad uomo), Egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità” (1Giovanni 1:8-9).
Gli ebrei sapevano molto bene che solo Dio può fare ciò, infatti la principale accusa per la condanna di Gesù fu quella che lui uomo si faceva Dio, perché perdonava anche i peccati, infatti molte persone si sentivano in colpa verso Dio e lontani da Lui (Luca 5:20-21).
Lo "sciogliere" o "legare" di Matteo 16:19, che Gesù propose a Pietro, di solito viene usato per giustificare la confessione auricolare tradizionale, ma Egli in Matteo 18:15-35 lo propone a tutti i credenti, e ciò, come detto, riguardava la disciplina nella Chiesa per il perdono delle offese, e la predicazione del Vangelo, che dà perdono e salvezza (scioglie) a chi crede e condanna eternamente (lega) a chi non crede (Marco 16:15-16).
Non ci vuole alta teologia per capire ciò, ma la semplice fede di bambino (Matteo 18:3; Luca 18:17).
Il non avere certezza del Paradiso è il campanello d’allarme del non avere ancora praticato la vera confessione.
fonte:www.incontraregesu.it
Nicola Scorsone











